Gli sport acquatici aiutano!

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TRE CLUB KIWANIS AIUTANO LE PERSONE DISABILI E LE LORO FAMIGLIE A DIVERTIRSI FACENDO SPORT ACQUATICI.

Articolo di Julie Saetre

Alcuni club Kiwanis in California, Michigan e Florida utilizzano le bellezze e gli ambienti naturali del posto per offrire programmi con sport acquatici per persone disabili. Queste esperienze hanno un impatto molto significativo nella vita dei partecipanti, più o meno giovani. 


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GRAND HAVEN, IN MICHIGAN

FOTO DI CASEY SYKES

Due volte l’anno, a maggio e luglio, un gruppo di giovani arriva all’alba a Chinook Pier a Grand Haven, nello stato del Michigan. Li aspetta una giornata ricca di avventure. Poco dopo l’arrivo ogni bambino, adolescente o ragazzo accompagnato da un genitore, nonno o adulto salirà su un peschereccio. Alle 6 di mattina le imbarcazioni salpano e fendono le acque del Lago Michigan.  Tutti i ragazzi partecipano al Torneo Kiwanis di Pesca al Salmone delle Tri-Cities. Vince chi pesca il salmone più grosso.  

I partecipanti sono giovani ricoverati in ospedale o che ne sono appena usciti.

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Amy Urick, coordinatrice del torneo e socia del Club Kiwanis Tri Cities, Grand Haven-Spring Lake, ci dice: «Alcuni di questi ragazzi sono molto malati. La maggior parte dei giovani che partecipano al torneo e vengono a pescare con noi, hanno quasi finito o terminato le cure. Altri ragazzi hanno malattie croniche e non malattie acute». 

Le imbarcazioni che si noleggiano sono equipaggiate per permettere la salita, discesa e mobilità con sedie a rotelle a spinta assistita, così anche i pazienti con spina bifida possono partecipare e pescare senza ostacoli.

I «Pazienti VIP», come li chiama Urick, possono tenersi i trofei di pesca. Durante il torneo si assegna il trofeo a chi pesca il pesce più grosso ed altri premi vengono distribuiti facendo una lotteria usando i cartellini d’identificazione di ciascun salmone pescato.

È un’esperienza che offre un’opportunità in più per passare tempo insieme con i propri familiari e permette anche di fare amicizia tra pazienti.

 


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SAN DIEGO, IN CALIFORNIA

Foto del Centro Acquatico Mission Bay

I programmi offerti dal Centro Acquatico Mission Bay sono di due tipi. Uno offre attività di svago studiate apposta per persone disabili e con l’opzione di integrare anche i non disabili.  È un programma che da a tutti i partecipanti l’opportunità di svolgere attività fianco a fianco gli uni con gli altri, indipendentemente dalle proprie caratteristiche e necessità. Il Club Kiwanis La Jolla, a Torrey Pines è lo sponsor di questo programma che promuove l’integrazione di minoranze.

Grazie all’appoggio del club, il centro sportivo riesce a mettere a disposizione facilitatori per circa 45-50 settimane l’anno. I soci Kiwanis hanno anche provveduto a coprire le spese di alcune attrezzature sportive per disabili, che spesso devono essere fatte su misura e di conseguenza il costo è considerevole. 

Il bello è che se prima tante persone non potevano fare questo tipo di esperienza, adesso possono ed i risultati sono memorabili.

«Tutti sappiamo quanto sia importante per le persone non disabili fare esercizio» dice Kevin Waldick, assistente del direttore del centro, «ed è quindi ancora più importante per le persone disabili, visto che hanno meno opportunità di mantenersi attivi. Ogni volta che vengono è un’esperienza particolarmente toccante».

 


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VERO BEACH, IN FLORIDA 

Foto di Molly Dempsey

Nel 2018 la Fondazione di Vela Giovanile ha aggiunto attività di vela per disabili grazie al volontario Dick Gates che ha donato tre ibarcazioni progettate apposta per disabili. C’era un ostacolo però, la fondazione aveva bisogno di una passerella per dare accesso al nuovissimo molo galleggiante lungo 18 metri.  

Non appena Stu Keiller, Direttore Esecutivo, ha condiviso i dettagli del programma di vela con i soci del suo Club Kiwanis Vero-Treasure Coast, immediatamente i soci hanno stanziato i fondi per acquistare la passerella. Non appena possibile, il primo gruppo di navigatoridell’età compresa tra i 12 ed i 61 anni si è avventurato nelle acque della laguna.

Keiller riferisce che «Tutti erano particolarmente tesi e preoccupati nel salire sulla barca a vela, ma dopo pochi minuti si sono resi conto che l’imbarcazione non si sarebbe ribaltata. Dopo pochissimi istanti la barca si è affidata al vento ed è salpata. È una sensazione indescrivibile.»


 

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