Maestri artigiani

Storia e foto di Kasey Jackson

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Il contrasto tra i due è subito evidente.

Il vecchio maestro liutaio usa principalmente le mani per creare le sue opere d’arte. Lavora da solo, sempre alla ricerca della perfezione nella sua maestria secolare. È felice quando può toccare il legno e, avvolto nel suo camice bianco logorato dal tempo, è seduto nella sua bottega che sa di vecchie vernici e trucioli di legno, circondato da un quartetto di strumenti squisitamente lavorati, tutti con voci uniche che si vendono più o meno da soli.

L’imprenditore più giovane – un tempo allievo del vecchio maestro – adora il patrimonio antico e la tradizione del mestiere del maestro, ma persegue nuove tecniche. Lui e la sua squadra (molti lavorano con lui da 20 anni) preferiscono le macchine che garantiscono tagli ed angoli precisi. Benché anch’egli indossi un camice bianco nella sua bottega, si sente altrettanto a suo agio in un abito cucito su misura e ben stirato. Egli è un po’ designer e un po’ mercante.

I due uomini, noti in tutto il mondo per il loro contributo alla musica, non potrebbero essere più diversi. Eppure sono sorprendentemente simili.

Sono amici, collaboratori, artisti e… Kiwaniani.

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Il mastro liutaio Stefano Conia passa il pollice sopra le curve perfettamente sagomate di un foglio di acero occhiolinato leggermente colorato e ci guarda negli occhi mentre parla del lavoro della sua vita. Conosce d’istinto la sensazione dello strumento che ha in mano, oggi un violoncello, e gli basta dare un’occhiata ogni tanto al suo prossimo capolavoro mentre lo crea, gli è sufficiente sentirlo con le mani callose e coperte di polvere per sapere …

… Sta venendo esattamente come dovrebbe.

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Il mastro liutaio Stefano Conia passa il pollice sopra le curve perfettamente sagomate di un foglio di acero occhiolinato leggermente colorato e ci guarda negli occhi mentre parla del lavoro della sua vita. Conosce d’istinto la sensazione dello strumento che ha in mano, oggi un violoncello, e gli basta dare un’occhiata ogni tanto al suo prossimo capolavoro mentre lo crea, gli è sufficiente sentirlo con le mani callose e coperte di polvere per sapere …

… Sta venendo esattamente come dovrebbe.

Un’eterea luce naturale si riversa attraverso le finestre nella sua piccola bottega nel cuore di Cremona, dov’egli ha creato strumenti ad arco per diversi decenni. Una musica di Vivaldi suona dolcemente sullo sfondo mentre Conia parla della sua vita, del suo amore per l’Italia e della sua passione di creare strumenti ad arco proprio come altri maestri hanno fatto per secoli.

“La musica mi ha sempre appassionato … ed è stato un bene”, spiega Conia, che è anche socio del Club Kiwanis di Cremona, mentre pialla un pezzo di ebano e prepara il violoncello per l’aggiunta della cordiera. Ridendo, ricorda quando suo padre, anche lui mastro liutaio, lo sfidò a seguire il mestiere di famiglia.

“Ero molto curioso, un giorno vidi mio padre fare violini, gli dissi che non mi sembrava tanto difficile. Lui si arrabbiò, mi diede un pezzo di legno e disse: ‘Tieni, prova a farlo!’ Non era poi così facile “, ammette, alzando un sopracciglio e lanciando un rapido sorriso.

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Seduto vicino a lui, Dimitri Musafia, con un abito perfettamente su misura, sorride mentre guarda l’uomo che chiama “Maestro”. Musafia, americano di nascita ma residente a Cremona, conosce fin troppo bene i movimenti creativi di tale arte. Egli, come il suo maestro e amico Conia, ha studiato presso la famosa Scuola Internazionale di Liutai di Cremona, dove i migliori fra i migliori imparano il mestiere tramandato da maestri come il famoso Antonio Stradivari, nativo di Cremona e forse il liutaio più famoso della storia. Il lavoro qui è delicato, preciso, l’artista non è solo dedito e appassionato, è anche disciplinato e uomo di cultura.

Musafia si recò a Cremona all’età di 16 anni per iniziare la famosa Scuola che terminó nel 1982 e fu premiato con una medaglia d’oro per le sue capacità. Ma dopo aver realizzato circa 30 strumenti ad arco, le cose cambiarono.

“Era l’estate successiva al diploma della scuola di liuteria”, spiega Musafia, anche lui socio del Club Kiwanis di Cremona, reclutato da Conia. “Ero in vacanza, seduto nel mio salotto a Long Beach, in California, e pensai che dopo tutto, forse questo lavoro non faceva per me. Cominciai a riflettere che avevo bisogno di fare qualcosa in un campo parallelo, perché non volevo buttar via tutto quello che avevo imparato.

“Per diventare un liutaio di successo dovevo copiare i vecchi maestri, ripetere quello che è stato fatto per secoli, e la cosa non faceva per me. Così decisi che avrei prodotto custodie per violini così potevo fare a modo mio. Volevo esprimere il potenziale creativo e artistico che un compito come questo poteva richiedere”.

Sapeva da dove cominciare?

“Non avevo alcuna idea di come si facesse una custodia di violino,” dice, ridendo.

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Il maestro Conia ha insegnato per 25 anni presso la scuola per liutai, condividendo consigli e trucchi e tutto quello che sa sull’arte precisa della liuteria. Ha realizzato innumerevoli violini, viole e violoncelli. Ha anche contribuito al restauro di un’inestimabile arpa Stradivari. Mentre è al suo tavolo di lavoro all’interno della cornice perfetta della sua bottega, egli racconta storie e spiega ogni della sulla creazione del violoncello che ha fra le mani.

“E ora, è molto importante incollare bene questo collo», dice mentre fa scivolare il collo nello spazio che ha scavato nel corpo di legno del violoncello. “Perché con la tensione delle corde, è molto facile che si sposti. E se si muove dopo che l’abbiamo incollato, è un disastro.”

Poi Conia si siede sul suo sgabello di lavoro, avvolto nel suo camice pieno di macchie di vernice di varie tonalità, pennella con delicatezza la colla sul legno, posiziona la morsa, e mette il violoncello da parte per lasciarlo asciugare.

Soddisfatto, si batte le mani sulle ginocchia e guarda gli osservatori intorno a lui.

“Ora, se avete un po’ di pazienza vi mostrerò un violoncello pronto», dice, avviandosi fuori dalla stanza.

Sì, tutta la pazienza necessaria.

“Ecco, questo è un violoncello pronto. Circa sei mesi di lavoro “, dice mentre torna nella bottega con un pezzo splendido, che può essere descritto solo come un’opera d’arte.

Conia ammette che è difficile stimare quanto tempo è necessario per ogni strumento, ma dice che la media è di circa 600 ore per un violoncello e 220 ​​ore per un violino.

“Io non uso macchinari. Ho solo bisogno delle mie mani e di tanta pazienza “, dice mentre fa scivolare scherzosamente l’archetto sulle corde.

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In piedi nella sala d’esposizione della sua bottega, Dimitri Musafia raggiante di orgoglio parla delle sue custodie di violino, molte delle quali sono esposte in bella mostra. Sono custodie tutte diverse – decorate con cristalli Swarovski, tessuti Gucci, cuoio, rasi e sete. Ogni custodia richiede ore e ore di lavoro manuale di precisione; alcuni pezzi sono tagliati al laser, che permette misurazioni perfette. Molte custodie sono su ordinazione, con richieste specifiche.

Musafia ci mostra una custodia particolare e dice: “Questo modello è stato creato da Stradivari,” mostrandone la forma artistica. “L’ho preso da una scansione al museo Smithsonian di Washington, DC, e l’ho riprodotto con questo materiale.”

Ogni custodia comprende anche una delle invenzioni di Musafia, l’umidificatore, ed è garantita dalla sua promessa, “Ho creato una filosofia aziendale: avrei protetto lo strumento meglio di qualsiasi altra custodia costruita prima d’ora.”

In effetti, Musafia ha una linea di custodie che possono resistere a qualsiasi cosa.

“Anche se ci passa sopra un’auto, queste custodie non si rompono,” dice. “Lo abbiamo mostrato in uno spot pubblicitario – per dimostrare che è vero, ma anche per far comprendere alle persone quanto sia importante proteggere lo strumento. Non tutti lo capiscono, molti cercano una custodia più leggera possibile. Ma se hai uno Stradivari da 5 milioni di dollari e oltre – e 5 milioni di dollari vuol dire un buon violino, non un pezzo speciale – lo strumento dev’essere ben protetto.”

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Quella che 30 anni fa era iniziata come una semplice idea, un modo per Musafia di esprimere la sua creatività, oggi è diventata una solida attività che occupa tante maestranze. Sembra che l’idea di smettere di fare violini e iniziare a fare custodie sia stata davvero proficua.

“Le custodie sono molto richieste,” dice. “Abbiamo una lista d’attesa lunga sei mesi, non riesco a produrne abbastanza.”

E’ ora di cena, la tavola si riempie di soci del Kiwanis e di chiacchierate sulla musica, le auto italiane e, ovviamente, il vino e il cibo. La conversazione torna ancora sui violini e le custodie di violino, al successo di Conia e Musafia, ciascuno nel loro campo.

Musafia non parla volentieri di chi possiede le sue famose custodie di violino – non gli piace vantarsi – ma ammette che molti musicisti famosi hanno una sua custodia. Ne ha vendute a sultani e ad “acquirenti segreti” che desiderano rimanere anonimi, per non attirare troppo l’attenzione.

Anche il liutaio Conia è alquanto timido nel parlare delle persone che possiedono i suoi strumenti. La sua non è una produzione di massa – è impossibile con la quantità di lavoro che ogni strumento richiede – e quindi non lo fa per i soldi o per la fama. Ma quando gli viene chiesto se è capace di riconoscere uno dei suoi strumenti in un’orchestra, la sua risposta è chiara:

“Voi li riconoscereste i vostri figli in una strada affollata?”

Stefano Conia e Dimitri Musafia non sono solo amici e soci dello stesso club Kiwanis. Hanno anche lavorato insieme per diversi progetti. Hanno fatto due violini e due custodie da prestare a giovani musicisti di Cremona che hanno talento ma non possono permettersi uno strumento di alta qualità.

E nel 2012, un anno dopo il terremoto e lo tsunami che hanno devastato il Giappone, Conia ha avuto un’idea per un altro progetto in collaborazione con il suo amico.

“Abbiamo saputo che tantissimi bambini avevano perso i genitori in quella terribile calamità naturale”, dice Musafia. “Abbiamo trovato un modo per raccogliere fondi. Abbiamo deciso di costruire un violino, con custodia e arco. Il violino è stato fatto dal Maestro Conia, insieme a suo figlio e altre due persone: un grande impegno da parte di diverse persone”.

Il violino, la custodia e l’arco sono stati venduti all’asta per 26.000 dollari, devoluti alla Croce Rossa giapponese per aiutare le iniziative a sostegno dei bambini rimasti orfani.

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